Il buddhismo non è una religione

Potrebbe apparire singolare il fatto che il Buddha sconsigli di farsi guidare dall’autorità dei testi religiosi. In realtà ciò precisa chiaramente quale approccio deve tenere chi – duemilacinquecento anni fa come oggi – si accinge a leggere i testi raccolti nel Canone buddhista: costui non deve pensare che essi siano stati pronunciati da una o più Divinità, da un Dio creatore, ma deve assumerli come espressione di un’esperienza soltanto umana, per quanto vasta e profonda. Di conseguenza, ogni interpretazione di tali testi deve astenersi dal pensare che in essi sia raccolta tutta la verità e nient’altro che la verità: essi raccolgono invece le impressioni e le riflessioni di un individuo eccezionale che ha percorso una particolare via verso la verità, e che ha voluto far partecipi gli altri delle scoperte fatte lungo questo suo percorso. Il Buddha, appunto. Il “Risvegliato”.

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